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Intervista a Marc De Tollenaere, fotografo freelance

Intervista a Marc De Tollenaere, fotografo freelance che tiene Photo Tour e Photowalk a Venezia, oltre che workshops fotografici in tutto il mondo con un amore in particolare per l’Islanda.

 

 

Cosa ti ha portato a tenere workshops di fotografia in Islanda?

Innanzitutto la voglia di scoprire. Avevo sentito i racconti di tutte le persone che c’erano state e ne dicevano meraviglie. Poi c’è il fatto che l’Islanda, essendo una meta adatta prevalentemente alla fotografia di paesaggio, permette di insegnare la fotografia in maniera più lenta, più ragionata, rispetto agli altri workshops di street life che tengo in Asia o rispetto ai Photo Tour che tengo a Venezia. Le giornate sono lunghe, e il paesaggio è immobile, c’è tutto il tempo per studiare la composizione e l’esposizione corretta. E poi il clima. E’ vero che si può trovare pioggia e vento, ma quando c’è il sole la luce del nord è davvero unica, e comunque non ci saranno mai le giornate terribili di caldo e umido che abbiamo noi e che in estate ci fanno passare la maggior parte delle ore accanto all’aria condizionata.

 

 

Quali sono gli scatti migliori che l'Islanda ti ha regalato?

Senza dubbio la Godafoss, colta al tramonto, durante il primo workshop. C’era una luce incredibile e i tempi lenti usati per scattare mi hanno permesso di “disegnare” l’acqua della cascata. Poi le balene a Husavìk, tra le tante volte che le ho viste ce n’è stata una in particolare in cui un’onda lunga è passata tra un peschereccio usato per le escursioni e la balena che si inabissava, e nello scatto, colto nell’attimo giusto, sembra che il peschereccio stesse affondando. Ma mi piace molto anche l’iceberg a Jokullsarlòn, perché presentava una forma interessante, rispetto a tutti gli altri e, essendosi arenato a riva, mi dava la possibilità di utilizzare tempi lunghi per rendere piatta e ferma l’acqua circostante.

Se dico "islanda" a cosa pensi?

La prima parola che mi viene in mente è “Creazione”, nel senso che tutto sembra contemporaneamente deserto e in subbuglio, esattamente come dovrebbe essere stato al tempo della creazione del mondo. La natura è selvaggia, libera, e ogni giorno si vedono situazioni completamente nuove e differenti: un giorno si può essere in un deserto di lava e il giorno dopo sul ghiacciaio più grande d’Europa, oppure di fronte ad una immensa cascata o a fotografare i pulcinella di mare o sul cratere di un vulcano attivo. Tutto insieme, tutto incontaminato. La Creazione in Islanda è ancora visibile e la mano dell’uomo ha potuto fare ben poco, quindi tutto ci viene restituito senza filtri.

 

 

Il tuo lavoro implica spesso essere nel posto giusto al momento giusto: sei mai riuscito a fotografare l'aurora boreale?

Finora ho visitato l’Islanda varie volte, ma solo d’estate, quando l’aurora boreale non è visibile perché c’è troppa luce, anche di notte. Ma conto un giorno (probabilmente anche l’anno prossimo) di fare anche questa esperienza, in quanto, tra l’altro, l’Islanda d’inverno non offre solo le aurore boreali, ma anche un fitto programma di luoghi interessanti da vedere. Quindi durante un workshop, per esempio a marzo, quando ci sono già molte ore di luce, avrei la possibilità di proporre sia le aurore boreali, sia buona parte dei luoghi che si vedono in estate e che in inverno magicamente si trasformano.

 

 

 

Cosa consiglieresti a chi vorrebbe visitare l'Islanda?

Innanzitutto di pianificare per tempo il viaggio. Luglio ed agosto sono i mesi più gettonati ed è impossibile trovare alloggio se non si prenota per tempo e per questo consiglierei anche, per chi ne ha la possibilità, di considerare il mese di giugno. Inoltre direi che va assolutamente visitata la parte nord dell’Islanda, molto selvaggia e meno turistica, e il deserto dell’Askya. A quest’ultimo si accede solo con il fuoristrada ed è necessario guadare il fiume più volte. C’è la possibilità di pernottamento vicino al cratere dell’Askya, in alcune tende e il paesaggio che vedrete non lo dimenticherete mai. Il percorso ad anello che scorre lungo il perimetro esterno dell’Islanda, lungo la strada A1 è quello più consigliato, e alcune puntatine verso l’interno del Paese possono essere l’ideale complemento del viaggio.

Consiglio di prendersela con calma e di godersi ogni giorno, l’Islanda è un Paese che va assaporato senza fretta.

 

 

Marc De Tollenaere è un fotografo freelance che tiene Photo Tour e Photowalk a Venezia, oltre che workshops fotografici in tutto il mondo. La sua formazione fotografica inizia nel 2003 (su consiglio di Grazia Neri) con un grande maestro della fotografia italiana: Gianni Berengo Gardin. Negli anni successivi è stato allievo di David Alan Harvey (Magnum Photos), Kent Kobersteen (storico photo editor del National Geographic), Bob Sacha (National Geographic), Antonin Kratochvil (ag. VII), Anders Petersen e Arno Minkkinen. Inoltre ha preso parte ad incontri e seminari con fotografi del calibro di Francesco Zizola, Ernesto Bazan, Bruno Stevens, oltre che con vari altri fotografi della Magnum: Alex Majoli, Paolo Pellegrin, Ferdinando Scianna.

www.marcdetollenaere.com

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Articolo di Laura Patelli


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