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Ambra Grigia

Chissà cosa ha provato, il nostro ipotetico progenitore, inebriandosi dei deliziosi effluvi di una strana sostanza, di colore grigiastro, ritrovata sulle spiagge. Stranissime “pietre”, di varia consistenza e di forma irregolare, dalla forte quasi ipnotica fragranza resa ancora più potente dalla sua lunga permanenza nell’acqua salata che ne ha mutato l’essenza senza cambiarne il tono di fondo precipuo. Quella strana sostanza si chiama “ambra”, “ambra grigia”, ma pure chi è consumatore abituale di profumi spesso la distingue dalla più nobile “ambra gialla”, che è tutt’altra cosa.

L’ambra gialla è infatti emessa dalle conifere sotto forma di resina, che successivamente con il tempo si fossilizza ed in alcuni casi si solidifica conservando resti vegetali, fungini o animali. L’ambra di cui ci occupiamo noi è tutt’altra cosa. Ha come protagonista il capodoglio, inconsapevole produttore di siffatta meraviglia olfattiva.

Il capodoglio non è molto selettivo nel suo menù. Raccoglie un po’ tutto quello che trova e lo ingurgita. Ma c’è qualcosa che il suo intestino non  riesce proprio a elaborare, e sono i gamberetti. Così, o li rigurgita o una piccola parte la espelle attraverso le feci. Il risultato è, allo stadio grezzo, ciò che noi chiamiamo “ambra grigia”. Ma a quel punto, nella fase della sua espulsione, il lavoro di “profumeria” è appena iniziato. Sarà il mare, come abbiamo detto, con il continuo lavoro delle onde e con la speziatura salina, a trasformarla nel prodotto finito. C’è tutta una letteratura sull’ambra grigia, l’ultima, almeno per il rilievo che ha avuto nel secolo scorso, è il celeberrimo Moby Dick di Melville.

A rendere l’ambra grigia così irresistibile pare sia la forte presenza dell’ambreina, composto ricco di feromoni che, presenti in tutti gli animali a più o meno alte concentrazioni stimolano i centri dell’eccitazione sessuale. Malgrado il capodoglio non sia in estinzione, la quantità di ambra grigia che viene ottenuta naturalmente è talmente poca che la si ritrova quasi esclusivamente in riformulazione chimica.  

Fonte testo Sette

Articolo di Aldo Nove


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